

In breve
Se svolgi un’attività in modo continuativo e organizzato, in genere serve aprire la partita IVA. La scelta del codice ATECO, del regime fiscale (per esempio quello forfettario) e dei contributi dipende dal tuo caso: va decisa con un commercialista. Prima di aprire, preparati con le domande giuste e un’idea chiara dei tuoi servizi e dei tuoi prezzi.
In questo articolo +
- Quando serve la partita IVA?
- Prima di aprire: cosa preparare
- Il codice ATECO: cos’è e come sceglierlo
- Regime fiscale: il forfettario in sintesi
- Contributi previdenziali: una voce da non dimenticare
- Le 10 domande da portare al commercialista
- Come scegliere un commercialista
- Gli errori più comuni
- Il passo successivo
- Domande e risposte
La partita IVA è uno degli argomenti che mettono più ansia a chi inizia: sembra complicato, pieno di sigle, e si ha paura di sbagliare. Questa guida non sostituisce un commercialista, ma ti aiuta a capire le domande giuste da portare al primo incontro.
Avviso importante. Le norme fiscali e contributive cambiano spesso e dipendono dalla tua situazione personale. Quanto segue è orientativo: prima di prendere decisioni, confrontati con un commercialista e consulta le fonti ufficiali (Agenzia delle Entrate, INPS, Camera di Commercio).
Quando serve la partita IVA?
In linea generale, quando si svolge un’attività in modo abituale e organizzato con finalità di guadagno, è necessario avere una posizione fiscale regolare. Esistono casi particolari, come le prestazioni davvero occasionali, che hanno regole proprie e limiti: sono situazioni da valutare con attenzione, perché spesso chi lavora con una certa regolarità non rientra in quella categoria.
Il consiglio pratico: se hai una clientela che torna, un’agenda e un listino, stai probabilmente facendo un’attività continuativa. Chiedi al commercialista come inquadrarla.
Prima di aprire: cosa preparare
Per arrivare al primo incontro con un commercialista in modo efficace, prepara:
- Una descrizione chiara dei servizi che offri (tipi di massaggio, durata).
- Dove lavorerai (a domicilio, in uno studio, presso un centro, a casa).
- Una stima dei prezzi e del numero di clienti che pensi di avere all’inizio (vedi Quanto far pagare un massaggio).
- La tua situazione attuale (se sei dipendente, disoccupata, se hai altre attività).
- Come intendi presentarti (nome, comunicazione, titoli).
Il codice ATECO: cos’è e come sceglierlo
Il codice ATECO classifica il tipo di attività economica. Va indicato all’apertura e incide sulla fiscalità e sulla coerenza con ciò che fai davvero.
Per i servizi di massaggio e benessere, la scelta dipende da come è descritta la tua attività. Alcune fonti indicano per i massaggi di benessere un codice nell’ambito dei servizi alla persona (per esempio 96.09.09), ma non è una scelta da fare in autonomia: il codice corretto dipende da cosa offri e da come lo presenti. Fallo verificare al commercialista.
Un errore comune è scegliere un codice che suggerisce attività sanitarie o estetiche non coerenti con ciò che si fa. Il codice deve riflettere la realtà.
Regime fiscale: il forfettario in sintesi
Molti professionisti che partono da soli valutano il regime forfettario, che prevede una tassazione semplificata, con requisiti e limiti. In generale, ci sono:
- limiti di ricavi annuali;
- condizioni di accesso (per esempio rispetto ad altre attività o redditi);
- una imposta sostitutiva con aliquota che può essere agevolata nei primi anni di attività, a certe condizioni;
- un coefficiente di redditività legato al codice ATECO, che determina su quale parte dei ricavi si calcolano le imposte.
I dettagli, i limiti numerici e le aliquote vanno verificati sulla normativa in vigore e con il commercialista: cambiano nel tempo e dipendono dal tuo caso.
Perché conviene capirlo prima di fissare i prezzi
Le tasse e i contributi incidono sul tuo guadagno netto. Se fissi i prezzi senza tenerne conto, rischi di scoprire a fine anno che il margine reale è più basso di quanto pensavi. Il metodo di calcolo è nell’articolo Quanto far pagare un massaggio.
Contributi previdenziali: una voce da non dimenticare
Chi lavora in proprio versa contributi previdenziali. La cassa o gestione di riferimento e l’importo dipendono dal tipo di attività e dalla tua situazione. È una delle domande più importanti da porre al commercialista: “In quale gestione rientro e quanto verserò, a regime e nel primo anno?”
Le 10 domande da portare al commercialista
- Per la mia attività, serve la partita IVA? Da quando?
- Quale codice ATECO è più adatto ai servizi che descrivo?
- Posso e mi conviene usare il regime forfettario?
- Quali sono i limiti e le condizioni nel mio caso?
- Quali contributi previdenziali dovrò versare e come?
- Quali comunicazioni o iscrizioni servono (per esempio al Comune o alla Camera di Commercio)?
- Come emetto fatture o ricevute, e con quali strumenti?
- Quali spese posso considerare per la mia attività?
- Conviene un’assicurazione di responsabilità civile? Quale?
- Quali scadenze devo ricordare nel primo anno?
Come scegliere un commercialista
- Cerca qualcuno con esperienza con professionisti e piccole attività.
- Chiedi come si svolge il rapporto: costi, tempi di risposta, strumenti.
- Preferisci chi spiega in modo chiaro e ti fa capire le scelte.
- Chiedi i costi di apertura e di gestione annuale, in modo trasparente.
Gli errori più comuni
- Iniziare a lavorare con regolarità senza una posizione sistemata.
- Scegliere il codice ATECO “a caso”.
- Fissare i prezzi senza considerare tasse e contributi.
- Rimandare le scadenze.
- Non separare le spese personali da quelle dell’attività.
- Affidarsi a informazioni trovate in rete senza confrontarle con un professionista.
Il passo successivo
Prepara la lista di domande, scegli un commercialista e fissa un primo incontro. Nel frattempo, lavora sulla parte che puoi già costruire: l’offerta e il prezzo. Nella guida gratuita Il Sistema Clienti per Operatori del Benessere trovi un metodo per i primi clienti. Per il quadro generale leggi Come diventare massaggiatrice professionista.
Domande e risposte
Le domande più frequenti.
Posso lavorare come massaggiatrice senza partita IVA?
Dipende dal tipo di attività: le prestazioni davvero occasionali hanno regole proprie, ma l’attività abituale richiede una posizione regolare. Chiedi al commercialista come inquadrare il tuo caso.
Quanto costa aprire la partita IVA?
L’apertura può essere gratuita se fatta in autonomia, ma di solito si affianca un commercialista, con costi variabili. Chiedi un preventivo chiaro per apertura e gestione.
Il regime forfettario è sempre conveniente?
Non sempre: dipende dai ricavi, dalle spese e dalla tua situazione. Il commercialista può fare una simulazione per il tuo caso.
Devo aprire una società?
Per chi inizia da solo, spesso si parte con un’attività individuale, ma la scelta dipende dal progetto. Valuta con un professionista.
Serve una cassa previdenziale particolare?
Dipende dall’attività e dall’inquadramento: è un punto da chiarire con il commercialista.

L'autrice
Rita Dolbakian
Sono Rita: massaggiatrice e formatrice nel benessere da oltre dieci anni. Aiuto operatrici e operatori a costruire continuità, e insegno a massaggiare con il mio metodo.
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